Champoluc segreta
Dieci segreti per guardare la Val d’Ayas con occhi diversi
C’è un modo diverso di conoscere la Val d’Ayas: non quello delle brochure, ma quello dei dettagli che pochi notano, delle storie che si tramandano a voce bassa, dei segreti che diventano memoria viva.
Abbiamo raccolto dieci frammenti di storia, paesaggio e cultura che parlano di questa terra. Segreti di cui le popolazioni locali e Breithorn Hotel sono custodi da sempre.
1. Quattro millenni fa, sotto i ghiacci
Dopo l’ultima glaciazione delle Alpi (la glaciazione Würm, avvenuta nel Pleistocene tra 110000 e 11700 anni fa) la Valle d’Ayas fu una tra le prime a venire abitata. Reperti archeologici lo dimostrano: parliamo di insediamenti antichissimi, legati al Castello degli Challant e a un’epoca in cui tutto era diverso, ma già si costruiva, si coltivava, si abitava.
Un passato profondo, che ancora oggi emerge in superficie.
2. Il Ru Courtod: ingegneria collettiva
Il Ru Courtod è un canale idrico lungo 19 km, scavato tra le montagne nel 1943. Un’opera immensa, nata non per i turisti, ma per la sopravvivenza. La comunità ha impiegato quarant’anni per completarlo, un metro alla volta, come si faceva una volta: ciascuna famiglia ha dato il proprio contributo, anche se i potenti locali – gli Challant – si sono arrogati il diritto di usarlo ogni martedì in esclusiva, per anni. Oggi il Ru Courtod è un sentiero spettacolare, ma resta tuttora un simbolo di una storia di collaborazione e condivisione.
3. Pietra ollare pregiata per la Capitale
I Romani avevano trovato nella Val d’Ayas una pietra perfetta: la pietra ollare. Morbida da scolpire, resistente al calore e capace di veicolarlo perfettamente per la cottura dei cibi. La cavavano qui, su queste montagne, e ne ricavavano pentole e contenitori poi venduti ed esportati in tutto l’impero. Alcuni esemplari di pentole in pietra ollare della Val D’Ayas sono stati ritrovati anche nella capitale. Oggi in valle la pietra ollare non si cava più, ma al Restaurant 1903 del Breithorn Hotel le pietanze sono servite in stoviglie create con questo materiale e realizzate artigianalmente.
4. L'oro di Chamousira
C’era una volta, a Chamousira, una miniera d’oro tra le più produttive dell’intero arco alpino. I Romani l’avevano già individuata, ma fu nei secoli successivi che fu sfruttata fino all’esaurimento. Oggi è chiusa agli scavi, ma ancora visitabile: un viaggio tra cunicoli e desideri luccicanti che consigliamo proprio a tutti. Diverse le visite guidate per scoprire i suoi segreti, da quella classica di un’ora adatta a tutti a quella più avventurosa che include anche passaggi negli stretti cunicoli dei minatori, fino a quella in notturna con cena al sacco.
5. I Walser e la lingua scomparsa
I Walser sono una popolazione di origine germanica che abita nelle zone intorno al Breithorn Hotel: arrivarono tardi, colonizzando solo la parte alta della valle, impervia e meno ospitale. Costruirono case di pietra, tramandarono saperi e una lingua: il titsch, un dialetto germanico che si parla ancora a Gressoney. Poi venne la piccola glaciazione e i passaggi da nord a sud si chiusero. I Walser restarono isolati, come la loro cultura: la loro impronta si vede ancora nei costumi, nella lingua e nelle particolarissime case di questa area.
6. Il paese degli asini (e delle pecore)
L’animale più tipico della Valle d’Aosta, lo sanno tutti, è la mucca. E se ti dicessimo, invece, che nel villaggio di Antagnod, frazione di Ayas, un tempo si contavano più asini e pecore che non mucche? Servivano per trasportare merci lungo le vie del sale, dal mare di Liguria fino al Belgio. Lì passavano le pecore: qui si tosavano, e la lana si portava a Biella. Champoluc, in questo senso, era un nodo di passaggio: qualcosa di questo costume locale è rimasto nella produzione casearia, tutta da scoprire.
7. La vera Fontina Dop
Non tutta la Fontina Dop è uguale. In Val d’Ayas, la si produceva solo d’estate, solo in tre alpeggi specifici, tra Antagnod e Lignod. Il segreto della Fontina Dop perfetta? Le erbe. Sono, infatti, i fiori e le piante spontanee a cambiare il sapore del latte e, quindi, del formaggio. Con il Breithorn Hotel puoi vivere un’esperienza alla scoperta della vera Fontina Dop: la Cheese Way. Non te ne pentirai!
8. I sabot e gli alberi proibiti
I sabot – tipiche calzature in legno della Val d’Ayas – si costruivano con pino cembro. Ma la loro produzione non era affatto semplice, né scontata. Circa cinquecento anni fa, infatti, un editto regolava il taglio degli alberi, che fino ad allora erano stati molto utili soprattutto per la produzione di carbone da combustione e riscaldamento. Per farla breve, ogni famiglia poteva ricavare da un pino solo i sabot per tutti i membri, e solo in certi periodi dell’anno!
9. Villaggi a 4000 metri
I primi esploratori di queste valli non furono certo gli alpinisti. Le prime salite moderne sul Monte Rosa, infatti, avevano una motivazione molto diversa: mercanti e acquirenti si recavano ad Aosta alla fiera di Sant’Orso, la più antica d’Europa. Allora, il clima era più mite e non c’erano ghiacciai: le persone potevano agevolmente vivere, camminare e comprare anche a 4000 metri d’altezza. Poi arrivò il ghiaccio, e con lui la leggenda: pare, infatti, che sotto il ghiacciaio si nasconda tutt’oggi un villaggio sepolto e abbandonato…
10. L’inaugurazione con delitto
L’ultimo segreto riguarda proprio il nostro bellissimo Breithorn Hotel.
La struttura originaria venne inaugurata nel 1903, ma prima dell’inaugurazione uno dei falegnami che avevano lavorato all’hotel fu ritrovato morto nelle vicinanze, e non per cause naturali.
Il delitto, se di questo si trattò, resta ancora oggi un mistero irrisolto.
Vuoi scoprire di più sul nostro territorio? Scrivici per informazioni e prenotazioni, ti aspettiamo a Champoluc!
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